Titolo II
Rapporti Etico-sociali
Art. 31
Titolo III
Rapporti Etico-sociali
Art. 37In G.U. n. 262 del 9 novembre 2010 è pubblicata la Legge 4 novembre 2010 n. 183
E' in vigore dal 31 luglio 2010 la Legge 30 luglio 2010, n. 122, che ha convertito il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 sulla "Manovra economica" (G.U.n. 176 del 30/7/2010 - S.O. n. 174). Tra le modifiche del Governo: proroga della valutazione dei rischi STRESS lavoro-correlati dal 01/08/2010 al 31/12/2010 per tutte le aziende, prevista all'articolo 8, comma 12; proroga di 12 mesi per i decreti attuativi per la P.A. Introdotta anche la "SCIA"(Segnalazione certificata inizio attività), una forma di silenzio assenso all'inizio di attività imprenditoriali. Demandata alla Commissione consultiva permanente l’individuazione dei criteri su 'Formatore' e 'stress lavoro-correlato'; piena entrata in vigore dell’obbligo di valutazione dello stress lavoro-correlato al momento in cui la Commissione consultiva permanente elaborerà i criteri valutativi o, in ogni caso, dal 1° agosto 2010; introdotto l’obbligo, in sede di valutazione dei rischi, di tenere conto delle diverse tipologie contrattuali con cui sono inseriti i lavoratori nell’organizzazione. Si allega altresì sintesi e criteri di massima per l’attribuzione del nesso di causa.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 30 luglio 2010, il Piano triennale per il lavoro “Liberare il lavoro per liberare i lavori”, elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'obiettivo è quello di costituire la base per un confronto, con le parti sociali, al fine di formulare ipotesi di riforma del mercato del lavoro condivise. Il documento, suddiviso in due macro aree, propone un’analisi delle azioni portate avanti in questo primo biennio di governo, in un contesto di crisi globale, al fine di salvaguardare la base occupazionale e la coesione sociale, avvalendosi del dialogo sociale e istituzionale, che ha visto convergere Governo, Regioni e parti sociali su importanti e tempestive decisioni.
Il Comitato nazionale di parita' e pari opportunita' nel lavoro formula per l'anno 2010 il «Programma-obiettivo per l'incremento e la qualificazione della occupazione femminile, per il superamento delle disparita' salariali e nei percorsi di carriera, per la creazione, lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti integrati di rete.».
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2010 il Decreto Legislativo 25 gennaio 2010, n. 5 di recepimento della direttiva 2006/54/CE relativa al principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. Il decreto, che entrerà in vigore il prossimo 20 febbraio, modifica in alcune parti il Codice delle Pari Opportunità tra uomo e donna (D.Lgs. 168/2006) rafforzando i diritti delle lavoratrici e aumentandone la tutela.
Documento esplicativo che illustra cosa cambia nell'articolo 9 della legge n°53 dell'8 marzo del 2000.
La Carta europea per la parità fra donne e uomini nella vita locale é destinata agli enti locali e regionali d'Europa che sono invitati a firmarla, a prendere pubblicamente posizione sul principio della parità fra donne e uomini e ad attuare, sul proprio territorio, gli impegni definiti nella Carta.
Per assicurare la messa in atto degli impegni, ogni firmatario deve redigere un Piano d'azione per la parità che fissi le priorità, le azioni e le risorse necessarie alla sua realizzazione.
Inoltre, ogni autorità firmataria s'impegna a collaborare con tutte le Istituzioni e Organizzazioni del territorio per promuovere concretamente l'instaurarsi di una vera uguaglianza.
La Carta è stata redatta nell'ambito del progetto (2005-2006) realizzato dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa in collaborazione con i numerosi partners la cui lista figura di seguito. Il progetto è stato sostenuto dalla Commissione europea nell'ambito del 5° Programma d'azione comunitario per la parità tra donne e uomini.
La riforma riguarderà un numero crescente di lavoratrici, in ragione della gradualità dell'intervento e dell'effetto del parallelo aumento dei requisiti necessari per la quiescenza anticipata Nei primi anni verrà coinvolta la sola coorte delle 60enni con anzianità contributive inferiori a quelle richieste per il pensionamento di anzianità. Gruppo che secondo l'INPDAP è stimabile in circa 3.500 unità nel 2010, 4.700 nel 2011 e 6.000 dal 2013. A questa si aggiungeranno le coorti delle 62, 63 e 64enni fino ad arrivare nel 2018 a circa 8.500 lavoratrici.