L’altra faccia del 1° maggio è quella delle migliaia di donne lavoratrici precarie, sottopagate, spesso, costrette a dimettersi dopo la nascita del primo figlio. Delle giovani e le giovanissime su cui pesano le aspettative di genere di una società ancora profondamente maschilista. Delle donne che si dedicano alla cura dei propri cari, perché il lavoro domestico e di cura (figli, anziani, disabili) non è riconosciuto come lavoro produttivo dal punto di vista economico, pur essendo fondamentale per la società. Delle lavoratrici migranti vittime di discriminazioni multiple.
Malgrado i progressi, nel nostro Paese la parità fra uomini e donne è un obiettivo ancora lontano, con differenze strutturali rispetto alla media europea. L’Italia detiene l’ultimo posto in Europa per partecipazione al mercato del lavoro e registra una delle più alte incidenze di povertà lavorativa femminile. Una donna occupata su cinque vive sotto la soglia di povertà, condizione aggravata da un divario nella durata della vita lavorativa inferiore di cinque anni rispetto alla media UE. La precarietà continua ad essere la cifra identificativa dell’occupazione femminile con retribuzioni ben al di sotto delle medie europee, a cui contribuisce il part-time involontario legato alla carenza e/o eccessiva onerosità dei servizi per l’infanzia e per la cura parentale. Anche la scarsa presenza femminile nei settori tecnologici e nei ruoli ad alta qualificazione rafforza in modo significativo la diseguaglianza di genere, alimentando il divario retributivo e le prospettive di crescita delle donne nella società.
Invertire la rotta richiede un cambiamento culturale profondo che il nostro Paese fatica ad accettare e praticare.
Se vogliamo garantire la piena partecipazione delle donne alla vita economica, politica e sociale è fondamentale promuovere un approccio autenticamente paritario alle politiche di genere che dia voce (rappresentanza politica e decisionale) e sostanza (diritti civili, economici e sociali effettivi) all’eguaglianza sostanziale.
Buon 1° Maggio!